Giorgio's profileUN PO' DI GIO'PhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 28

    Dedicato a me stesso...

     

    Meno di ventiquattro ore al mio compleanno....voglio dedicarmi una canzone di Elisa (che mi ha passato via MSN la mia amica Maria C.) con la quale mi auguro di cominciare a fare tutto come se vedessi il sole sorgere...

    Il 29 sarà una data importante, forse scarterò un regalo che ho tanto atteso in questo tempo morto che è stato l'autunno del 2007....il famoso "anno della svolta", come fu annunciato al Capodanno scorso...mi viene da ridere se ci penso! Quando "scarterò il regalo", che probabilmente arriverà proprio quel giorno, spero di riuscire a "guardarci dentro", perchè è davvero giunto il momento di dare una svolta...perchè non è questione di anni, o di eventi...siamo noi a dare le svolte..."sono stufo, non si può andare avanti con te, non ne posso più" ("Latte 70" - Giorgio Gaber)...

    In questa dedica a me stesso voglio citare degli aneddoti o fare dei nomi che fungono da ringraziamento che rivolgo alle persone che mi son state vicino, che mi hanno fatto ricordare chi sono in questo autunno da dimenticare, un autunno che mi ha visto, come non mai, ripiegato su me stesso....guarda il sole Giorgio...

    Oggi, prima "Tootina.it" per telefono, poi PG su MSN, mi hanno dato una bella "strigliata"...entrambi mi esortano a concedermi massimo un altro mese per poi rifare armi e bagagli ed andare o a Voghera o a Bologna...stesso invito lo ha fatto da Super Vick via mail questa mattina...(a Milano però)...cari amici che mi conoscono bene e sanno quanto io sia sprecato a rincorrere i fantasmi e ad aspettare gli eventi, concedendo sempre il beneficio del dubbio a chi può esser il dubbio fatto persona... 

    Pochi giorni fa "Lubamba" ha pronunciato delle parole che non mi aspettavo e che, come ho scritto nel suo blog, mi hanno lasciato a bocca aperta, facendo "ubriacare" la mia autostima che ho perso per strada (o forse ho lasciato sul ciglio della strada...in fondo Giorgio non si perde, crede troppo in sé stesso)...fino a pochi giorni fa c'è stato Drew ed io non ho voluto vedere il sole...forse, ho aspettato ed aspetto a lungo qualcosa che non c'è e comincio ad assumere davvero le sembianze del "signore inesistente che non può spiegare perchè non si espone al mondo reale" (per chi non dovesse cogliere il senso di alcune frasi, c'è tutto un mondo in "un po' di Gio": leggere gli episodi precedenti...o sforzarsi a leggere tra le righe...ci può esser sempre "una storia col bivio" in ciò che scrivo).

    Grazie anche a chi, forse, non mi permetterà di capire cosa c’è dentro sé…sarà stato un momento in più per guardarmi dentro…per esternare il mio mondo interiore, senza paura di farmi male…grazie “cì”, nonostante tutto…guarda il sole anche tu…guardalo...guardami...

     

       

    ELISA - "QUALCOSA CHE NON C'è"

    Tutto questo tempo a chiedermi cos'è che non mi lascia in pace
    Tutti questi anni a chiedermi se vado veramente bene....così, come sono...così

    Così un giorno ho scritto sul quaderno "Io farò sognare il mondo con la musica"
    Non molto tempo dopo quando mi bastava fare un salto per raggiungere la felicità....E la verità è

    Ho aspettato a lungo qualcosa che non c'è, invece di guardare il sole sorgere

    Questo è sempre stato un modo per fermare il tempo e la velocità, i passi svelti della gente, la disattenzione, le parole dette senza umiltà...senza cuore così, solo per far rumore

    Ho aspettato a lungo qualcosa che non c'è, invece di guardare il sole sorgere

    E miracolosamente non ho smesso di sognare....E miracolosamente non riesco a non sperare
    E se c'è un segreto è fare tutto come se vedessi solo il sole

    Un segreto è fare tutto come se...fare tutto come se Vedessi solo il sole, vedessi solo il sole, vedessi solo il sole...E non qualcosa che non c'è

    November 21

    Tu menti e "le insegne luminose attirano gli allocchi".

     

     

    Tu menti tu menti tu menti menti

    conosco chi conosci tu, so dove vai

    ti sei preso in giro, ti sei rovinato

    ti hanno fottuto, fregato fregato

     

    eri così carino….eri così carino, pigro di testa e ben vestito

     

    non fai niente di male, niente di ciò che credi

    non sai quello che vuoi, non riuscirai ad averlo

    niente è gratis…niente è a posto

    le insegne luminose attirano gli allocchi

     

    eri così carino…eri così carino, pigro di testa e ben vestito

     

    affrettati fa presto

    il gioco volge al termine

    punta sul nero, punta sul rosso

    punta di più il gioco è fatto….la posta sei tu

     

    eri così carino…eri così carino, pigro di testa e ben vestito

     

    questa volta sul serio dicono sempre così:

    "io sono l'Anarchia", "ecco un altro Anticristo"

    ma eri solo carino, proprio carino

    pigro di testa e ben vestito...senza i blue jeans...eri carino…

    proprio un amore di ragazzino

     

    N.B.Ogni riferimento a fatti, luoghi o persone, è puramente casuale (per una volta si può anche mentire, visto che siamo in tema di bugie).

     

    "Tu menti" è una canzone dei CCCP - Fedeli alla Linea (1987) l'ho conosciuta grazie ai Subsonica che l'hanno interpretata live in versione elettrica (incluso nel Live "Coi piedi sul palco" del 1998). Pezzo scelto, come dichiarato in un'intervista alla band torinese, <<Perchè in fondo siamo tutti bastardi e ipocriti e "Tu menti" mi sembrava il pezzo adatto per la nostra vita>>.  

     

     

     

    Da tempo canticchiavo questa canzone e pensavo a quando sarebbe stato il momento giusto per "rivenderla" sul mio blog, canticchiandola pensando a qualcuno in particolare. Domenica mattina mi sono alzato dopo poco più di 4 ore di sonno...non so perchè, ma non riuscivo a dormire ed al mio risveglio mi son reso conto di aver fatto un sonno lungo un mese e mezzo...La sensazione non era affatto piacevole: tremavo ed avevo crampi allo stomaco...non mi veniva neanche da piangere, era solo rabbia...forse solo nei miei confronti ma, d'altro canto, sentivo di essermi destato. Quando non so, quando non vedo, quando non sento, in qualche modo il mio corpo avverte ciò che è sconosciuto, invisibile, inascoltabile ed il poco sonno, l'ansia apparentemente immotivata  aveva un suo perchè. Niente in cui credi, non sai quello che vuoi e non riuscirai ad averlo, tutto ha un prezzo...menti, menti, menti. Ricorda che il gioco volge al termine e la posta in gioco sei tu: pagherai un prezzo se non ti dai da fare. Ti consideri fuori dalle regole, una sorta di "anarchico", di "anticristo", ma in fondo non sei che un ragazzino...carino, ma pigro di testa...

    Non so quanto adeguato sia il momento per riportare un pensiero scritto qualche giorno fa, che ha subìto cambiamenti repentini, quasi in preda al matto gioco di una borsa valori, ma è uno stato d'animo che vivo a fasi alterne in questi giorni e, dopo le tante frasi nostalgiche, la poesia, la scrittura creativa-dedicata (oggetto di critiche da parte di chi l'ha letta con gran noia), un piccolo sfogo volevo che restasse sul mio blog...che sia basato su un sogno, piuttosto che sulla realtà, piuttosto che sulla base di semplici mental masturbations, era giusto che prendesse forma...quando chi vuol dar voce sempre e comunque a ciò che pensa (mio slogan personale), non trova giuste orecchie per esser ascoltato, ha sempre pagine da riempire...Tu menti...ma tu menti? Altro che "sveliamo l'arcano del 12 maggio", qui la cosa fa concorrenza ai segreti di Fatima...senza blasfemìa alcuna, è solo un ulteriore riferimento che i più non potrebbero cogliere non conoscendo i dettagli...

     

    November 11

    Da gennaio 2008: AMEN, il nuovo album dei Baustelle.

     
     

    LAVORI IN CORSO PER I BAUSTELLE: AMEN!

    Lavori in corso per Rachele, Francesco & Claudio dei BAUSTELLE. A fine settembre hanno annunciato che il loro nuovo disco (“AMEN”) è pronto e mixato e che manchi solo il mastering. L’uscita è prevista verso la fine di gennaio  2008: svariati gli artisti coinvolti per la realizzazione di questo album e c’è la presenza di un’orchestra d’archi (come nell’album “La Malavita”) e di una sezione di fiati. Il tour è previsto a partire dal mese di febbraio. Il gruppo, con orgoglio, annuncia la partecipazione del maestro Alessandro Alessandroni, un pezzo della storia musicale popolare: un compositore, un chitarrista e un fischiatore, che nel corso della sua carriera ha firmato innumerevoli colonne sonore e ha collaborato con compositori tra i quali Ennio Morricon, conferendo il caratteristico “sound” del western all’italiana (come nella “trilogia del dollaro” di Sergio Leone: “Per un pugno di dollari”, “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto, il cattivo”).  Il compositore di Montepulciano, Francesco Bianconi, afferma che nell’album “saranno presenti parole scomode”, canzoni d’amore ma anche svariati riferimenti al nostro contesto sociale. La canzone che già nel titolo contiene tematiche politoco-sociali è Il Liberismo ha i Giorni Contati.  Quindi attenzione particolare ai testi, come negli album precedenti dei BAUSTELLE. La prima canzone scritta è Charlie fa Surf, ispirata dopo una visita al Museo di Arte Contemporanea di Rivoli dove il cantante ha visto un’installazione di Maurizio Cattelan “Charlie don’t surf” (è un bambino inchiodato al banco di scuola e simbolicamente rappresenta il fanciullino che ammazziamo in noi per costringerci ad un sistema sottomesso al “dio mercato”: una sorta di prigionia mentale dell’uomo moderno che arriva alla pazzia, alla guerra).

    Due le tracce con riferimenti cinematografici: Antropophagus (è un film diretto da Joe D'Amato nel 1980. Girato interamente in Grecia, rientra nel filone cannibal movie, ma non è ambientato in Amazzonia, come la maggior parte degli altri prodotti del genere) & Spaghetti Western (non è che una categoria di film western che emersero in Italia negli anni ’60-’70, girati in Italia con  grandi star internazionali, ancora agli albori della loro carriera). Tra le 14 tracce c’è Baudelaire: Poeta e critico francese la cui caratteristica è la sua doppiezza, ovvero la convivenza tra il lato tenebroso (tentazione al satanismo e alla distruzione) e quello  luminoso (aspirazione all’ideale, a Dio, alla creazione). Le altre tracce hanno titoli meno decifrabili, o comunque risulta più facile la libera interpretazione, non conoscendo ancora i testi, mi diverto ad azzardare qualche ipotesi:

    Alfredo: un nome, come “Sergio” nell’album “La Malavita”…aspettiamo di vedere cosa nasconde questo nuovo personaggio Baustelliano. L’Uomo del Secolo:  azzardo che si possa parlare del Papa Giovanni Paolo II, come dal titolo del libro di Kwitny Jonathan…meno probabile, credo, l’eventuale riferimento all’album dei Deasonika pubblicato nel 2001. La vita Va: titolo decisamente inflazionato in molte canzoni, che indichi lo scorrere inesorabile del tempo con invito al “carpe diem”? O si tratterà della vita sprecata sotto i colpi della follia umana? Colombo: Tenente  Colombo o una risposta al “Corvo Joe” della Malavita? Dark Room: credo si parli di amore/sesso rubato e cercato spinti da solitudine/lussuria nelle stanze buie di locali a tema per scambisti, gay e quant’altro. Panico!: che si parli del vero e proprio disturbo comportamentale, piuttosto che uno “stato d’allerta” per le guerre contemporanee è sempre una cosa da scoprire! L’Aeroplano: fosse stato “l’aeroplanino” avrei pensato all’ex-romanista Vincenzo Montella…sull’aeroplano c’è molto da fantasticare…superfluo azzardare ipotesi. Ethiopia: potrebbe esser la canzone in cui c’è la maggior partecipazione del jazzista etiope Mulatu Astatke ed in cui si parla dell’affascinante e variegata nazione Africana; Andarsene così: si può parlare di una morte precoce, o di un amore finito, sparendo senza dar spiegazioni.

     

                                                                            La presentazione dell’album da parte di Francesco Bianconi

     

                                                                                   

                                                                                                        Il video di "Charlie fa surf"

     

       

     

    November 09

    "RAPTUS" So/vrap/pen/sie/ro

     

     

    so|vrap|pen|siè|ro ti guardi vivere e ti incammini

    Sovrappensiero la mia vita scorre perché deve, potrei fare mille cose contemporaneamente ma tutto si blocca e rimando a domani...domani...domani...mi chiedo quando arriverà questo domani se, sovrappensiero, il tempo scorre tiranno e per quanto mi ripeta che "devo fare qualcosa",  "bisogna fare qualcosa", “bisogna chiamare i carabinieri” (stile Y Noyosa la sorella  bionda di Bella Figheira della parodia dei Promessi Sposi del Trio Marchesini-Lopez-Solenghi), la tirannia del tempo incombe su di me e non so neanche quanto ne sia schiavo, perché tutto scorre...In questo istante tutto è delirio e scrivo in preda ad un "raptus" emotivo…sovrappensiero...

    Sovrappensiero ti guardi vivere e ti incammini
    puoi fare tante cose contemporaneamente
    raggiungi alti livelli di comunicazione
    raggiungi altri livelli di concentrazione
    assisti ad una spiegazione (e ne alteri il contenuto)

     Ho letto un libro in poche ore e l'ho trovato illuminante, perché mi ci rispecchiavo, perché volevo credere nella speranza che offriva assumendo un atteggiamento attivo nei confronti della vita...ma forse ero sovrappensiero quando ho creduto che fosse possibile il lieto fine e quando ho usato frasi per dar coraggio a chi, come me, ora non ne ha...ed ha solo la forza di lamentarsi e piangersi addosso!

    E’ un punto esclamativo, una chiusura: ci voleva un punto esclamativo! Ora son due, non starò mica esagerando? Se non altro mi è servito per mettere un punto interrogativo, come quello che pesa sulla mia testa. Punto.

    sovrappensiero è arrivata una primavera
    si va a un concerto e ci si perde

    (Quando arriva la primavera? Senza concerti mi sono già perso da un pezzo senza aver ascoltato dal vivo alcun pezzo)

    ...Troppe righe senza puntini di sospensione, quindi apro con 3 puntini, come fa Costa nei suoi sms…amo i puntini perché per chi legge rappresentano una pausa maggiore rispetto alla virgola, la possibilità di finire la storia come vorrebbero (quando sono scritti a chiusura di un racconto, un pensiero, un aneddoto), la possibilità di leggere tra le righe, la possibilità di ascoltare ciò che si legge, di unire e di separare...Quante virgole ho usato ma per fortuna non ne abuso più come prima: mi sto disintossicando….perchè ora non si tratta di scriver temi o tesi che richiedono una punteggiatura più formale e posso divertirmi coi puntini e non usarli solo con moderazione dopo un “ecc.ecc…”.

    c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero
    alle processioni si va sovrappensiero

    Pensavo alla forma della virgola…può essere una ciglia, un ciuffo, ma presa singolarmente altrimenti non è che un piede che prende a calci l’ultima lettera, quindi l’intera parola, nonché la frase precedente...fateci caso. Punto. Andiamo accapo? No! Continuiamo, tanto è tutto un sovrappensiero quindi ci si distrarrà ancora nello scrivere e poi nel leggere, quindi che si vada o meno accapo non cambierebbe un granché. Punto. Vorrei aprire e chiudere una parentesi, ma non come si fa con me in un rapporto di coppia o in quelle grandi amicizie che poi si perdono nei meandri della memoria (e qui non voglio proprio che scattino pensieri del tipo “patetico”, “cazzo fai la vittima?”, “poverino, dai tirati su e manda a fan culo tutti che tu sei in gamba,devi spaccare il mondo, vali, dimostralo”….BLEAH! Questa sarebbe la mia risposta: BLEAH!)…In che senso? Voglio aprire e chiudere una parentesi per avere un abbraccio () e farlo subito e contestualmente perché prese singolarmente le parentesi non sono che la bocca degli smile:

    ( triste

    ) contento

    E perché mai un abbraccio si apre con la tristezza e si chiude con la contentezza? Forse perché esprime lo stato d’animo preciso di chi lo richiede: sono triste abbracciami-l’hai fatto-ora son contento. Ma nell’aprire e chiudere parentesi, invece, perché si parla in questi termini se si tratta di una storia? Se valesse la teoria degli “smile” vorrebbe dire che si apre una storia in quanto si è tristi (magari ci si sente soli o si vuol dimenticare) e la si chiude con gioia perché il senso di tristezza è passato e quella persona non è più strumentale…uhmmmm….ci piacciono questi trip mentali sovrappensiero..

    -          “Ci piacciono a chi?”

    -          “A me e a tutte le mie personalità” (ed in questo cito una persona che ho amato perchè a me piace usare frasi o modi di dire di persone che amo per vedere che effetto facciano sugli altri…e  voglio dire “Prego?” per chiedere di ripetere una frase non capita, piuttosto che esprimere stupore o perplessità su ciò che si è sentito, è una nuova forma espressiva adottata per ricordare e per sottolineare il mio personale sovrappensiero). Punto.

    tutte le ossessioni sovrappensiero
    c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero

    Come mi sento ora? Come va? Non c’è una domanda di riserva? Sono sovrappensiero quindi mi distraggo sulla strada che percorro. Forse non sono neanche più schiavo del tempo ora che mi scivola addosso. Sono metà, un apostrofo, quindi metà delle virgolette…però le virgolette, se devono adempiere alla loro funzione di virgolettare una parola od una frase, diventano quattro il che mi porta, in quanto apostrofo, ad essere un quarto. Sono perplesso e non trovo più il filo della mia matassa…eppure io sono metà… faccio pausa sigaretta e metto uno stacchetto musicale a tema: per quanto sian profondi/ i tagli asciugheranno/ mi tengo i tuoi segni / mi spetta il tuo odore/ a chiunque ti vuole / io sono metà (“Io sono metà” di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti).

       

    ai matrimoni si va sovrappensiero
    in fondo anche l'amore è un sovrappensiero

    Senon fosse perchè sono tuo figlio
    mi avresti già giudicato male
    del resto sei distratta, sovrappensiero
    se per esempio io volessi deluderti
    nel fallimento sarei contento,
    -in questo caso anche l'ironia è un sovrappensiero-

    Ora si che ho perso il filo del discorso e non intendo sforzarmi a riprenderlo perché sono sovrappensiero…e poi non so quanta logica ci sia in questo pensiero-sovrappensiero e la mia vita sarà sovrappensiero perché aspetto che arrivi nutrendomi di tutte le mie manie di controllo su tutto e tutti, del mio soffermarmi più sul “dove sei? Cosa fai? Con chi sei? Mi hai tradito?” piuttosto che pensare ad altro perché non mi fido, perché non credo, perché sogno cose negate, cose non dette…e non so più cosa dire, cosa fare, se aspettare, se mettere un punto piuttosto che una serie di puntini…se mettessi un punto come un tuo neo avrei individuato una parte di te che conosco, ma non sei un punto, sei tanti puntini, sei ovunque…quando mi addormento, quando mi sveglio dopo poche ore per controllare il cellulare, quando vedo un tuo sms e ti rispondo nel sonno, quando sogno che mi scrivi, quando t’immagino ad ascoltar musica, magari una compilation che ti ho fatto io, quando so che lavori in orari in cui io dormo, quando esci, quando dormi, quando ci sei e quando sparisci e diventi un sovrappensiero…mi distrai, ma sei anche un sovra-pensiero: sovrasti il mio pensiero e vorrei diventassi un punto per metter fine al mio delirio, vorrei che quella parentesi si chiudesse perché ora è un faccino doppiamente triste

    ((

    E non voglio che la cosa si chiuda come un punto e virgola perché la virgola non darebbe un bel calcio al punto, come fa con le parole o le frasi cui segue, ma diventerebbe coda sotto al punto

    ;

    a meno che io non lo veda come un occhiolino…allora basta che io veda all’orizzonte i due punti

    :

    perché i due punti son forti, rappresentato una staccionata oltre la quale buttare ciò che si presenta…di cadute rovinose se ne prendono dopo i due punti,ma io salterò la staccionata e, senza cadere, saprò andare avanti…

    c'è almeno una strada che si fa sovrappensiero
    alle processioni si va sovrappensiero
    tutte le ossessioni sono un sovrappensiero
    quello che non faccio è sovrappensiero
    ai funerali si va sovrappensiero
    una canzone serve al sovrappensiero

    Sono sovrappensiero e parlo in modo confuso di ciò che sono e ciò che vorrei da questa confusa vita che aspetto da una vita…Se sparissi in quanti se ne accorgerebbero? O meglio, in quanti mi cercherebbero? Ci rifletto...ma una risposta c'è già...sovrappensiero! Punto di chiusura...mi concedo un abbraccio (). Punto.

    la visione è un sovrappensiero,
    le azioni non la rappresentano
    e finchè sarò in vita, la mia morte sarà
    un sovrappensiero
     

     

    Il mio sovrappensiero con "Sovrappensiero" (BLUVERTIGO)

     
                 
     

    November 06

    E' una vita che ti aspetto

     
    E' UNA VITA CHE TI ASPETTO è il secondo libro di Fabio Volo, pubblicato nel 2003...a questo punto non mi resta che leggere il primo "Esco a fare due passi" ed è la seconda volta che leggo un suo libro e, nuovamente, mi capita di farlo nel momento più opportuno per recepirlo e viverlo come piace a me. Sicuramente non appartiene alla schiera dei grandi letterati, ma Fabio Volo ha una capacità che manca a molti: quella di esplorare con un linguaggio semplice il mondo interiore di tutti, o quantomeno di quei tutti che respirano e si muovono nella nostra epoca, soprattutto offrendo una visione comune dei 30enni di oggi...forse per questo colpisce maggiormente la mia attenzione.

    L'ho letto quasi tutto d'un fiato, l'ho tolto dalla polvere dopo mesi e l'ho letto proprio nel periodo in cui scrivo del mio personale mal du vivre e nel periodo in cui leggo commenti di amici che mi esortano a guardarmi dentro, a scoprire me stesso e non ripiegarmi troppo su me stesso...uscire da quella gabbia in cui mi sento avvinghiato e dalla quale forse non graffio e mordo abbastanza per uscirne. Ritrovo, pura coincidenza anche questa (e per me le coincidenze, soprattutto in fatto di musica o lettura nel momento adatto, sono puri orgasmi), la frase di Oscar Wilde che ho riportato pochi giorni fa in un mio commento su questo space che, citata per intero è "Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più". In  questo libro si sofferma su uno dei concetti di “Un posto nel mondo”, ovvero la ricerca della “cosa”, quella per cui ci si sente appagati nella vita e che ci si riesce a cucire addosso quasi fosse un abito fatto su misura. Non è che il trovar sè stessi e l'amar sè stessi attraverso un percorso interiore che ci porta a capire chi siamo e cosa vogliamo.

     

    TRAMA

     Il protagonista, Francesco, ha 30 anni circa ed è simpaticamente ipocondriaco, tant’è si fa visitare da Giovanni, medico ed amico di famiglia, in seguito ad un sogno strano in cui la nonna, ormai deceduta da un po’, gli diceva che il suo posto era con lei nella sua nuova casa. Quando va a ritirare le analisi si aspetta una notizia nefasta e quasi vorrebbe che gli facessero una TAC (ha sempre desiderato farsi fare una TAC, l’avrebbe anche ordinata ad un bar al posto di caffé) ma Giovanni gli comunica che lui è sano come un pesce e che la sua unica malattia è quella di esistere e non vivere: deve imparare ad amarsi per poi iniziare ad amare. La notizia lo sconvolge perché non si è mai analizzato a fondo, ha sempre avuto paura delle sue paure, è sempre stato dominato dalla vita e dagli eventi, senza mai conoscersi realmente. Lavoro remunerativo il suo, ma stressante e non amato. Ha sopperito alle tante cose che non andavano acquistando molte cose per la sua casa (si sofferma sul frigorifero blu della SMEG che abbraccia quando si sveglia dall’incubo in cui c’era la nonna che gli diceva che lui non avesse una casa sua). Rinvia sempre le cose da fare, si fa trasportare dal branco, beve, fa uso di droghe, ha un rapporto di grande amicizia con Luca, di quelli che durano dall’adolescenza, ha svariati rapporti sessuali e relazioni delle quali la più duratura è lunga quanto il tempo di terminare una scatola di Durex (le sue donne sono le più svariate: quella che gli da “ansia da prestazione”, “quella con la patata anni Ottanta con tanti peli che formano un triangolo”, quella che vuol esser chiamata “troia” durante il rapporto sessuale e quella che nel sentirsi chiamare tale dice “troia dillo a tua sorella”), ha il terrore che i genitori un giorno muoiano ("<Come farò un giorno senza di loro....?> mi chiedevo") e li osserva (li spia) mentre il tempo li consuma, con loro non riesce ad avere il dialogo che vorrebbe (soprattutto col padre). Ciò che Francesco vuole è riappropriarsi della propria vita (in cui spesso si ritrova ad assistere a lente scene che scorrono come se fosse un film come se proiettassero "Nuovo cinema paranoie"), liberarsi delle sue schiavitù (lavoro full-time, il vizio del fumo) ed incontrare la donna giusta, quella per la quale si è in un certo qual modo “preservato”, evitando di sbilanciarsi in gesti e parole tipiche di chi è innamorato. Tanta autoironia, tanto coraggio e determinazione: questi gli elementi che caratterizzano il protagonista. Storia a lieto fine (questa è una cosa che mi sarei risparmiato avessi scritto io il romanzo…purtroppo la fine dei romanzi, a mio avviso, rappresenta spesso il loro tallone d'Achille).

    Giovane, svelto e semplice il suo linguaggio, la lettura scorre in modo piacevole.

    FRASI ESTRAPOLATE DAL ROMANZO

    "...non ero felice. Soprattutto non ero una persona libera. Addirittura certe volte mi capitava di svegliarmi agitato e non riuscire più a riaddormentarmi. Avevo paura. Avevo paura, ma non sapevo di cosa. Semplicemente provavo una sensazione di paura senza conoscerne il motivo. Mi sentivo angosciato, pieno di ansie e mi ritrovavo sveglio...(...). Guidavo e mi veniva come da piangere, mi assaliva questa sensazione e non capivo cos'era. Non sapevo come gestirla, non aveva maniglie, non potevo afferrarla, controllarla, non c'era via d'uscita. Sentivo un peso sul torace e volevo uscire da me stesso, strapparmi la pelle di dosso, scappare!"

    "Ma che paura di morire? Il tuo problema è proprio l'opposto. Checco, il tuo problema non è aver paura di morire, ma aver paura di vivere. E' il contrario. Hai quella maledettissima malattia molto diffusa del 'NON VIVERE'. (...). Vivi, buttati, apriti, ascoltati. (...). La tua vita adesso è priva d'amore. Non ami il tuo lavoro, non ami una donna, non ami te stesso. Di conseguenza, non ami il mondo".

    "Conosco un sacco di modi per morire, ma non per vivere"

    "...nella vita mi mettevo lì e mi massacravo di ipotesi devastanti per allenare la mia resistenza al dolore...(...). Come quando ero più piccolo e uscivo con le prime fidanzatine. Capitava che invece di passare una bella giornata con lei, al posto di dirle cose carine, spendevo il mio tempo a romperle le scatole chiedendole che cosa aveva fatto, dov'era andata, se era stata con qualcuno, ecc. Facevo il geloso e alla fine rovinavo tutto. Focalizzavo la mia attenzione sulle cose brutte per esorcizzarle, volevo avere delle certezze sulla loro onestà e sulla loro fedeltà...(...). Mi preoccupavo di più che fossero fedeli che non che fossero felici. Ci ho messo un po' a capire che è più importante che una donna sia felice che fedele. Perchè una donna che è felice non tradisce...(...). Non ha bisogno di nient'altro."

    "La  grande trappola del domani mi aveva fatto ancora prigioniero. Quante volte c'ero cascato. Domani farò, domani sarò, domani cambierò, domani dirò... domani, domani, domani. E di domani in domani mi sono trovato alla mia età. Sembrava ieri che sognavo i diciotto anni per fare la patente. Dopo un attimo erano già venticinque. E i venti, i ventuno? Io non me li ricordo."

    "Non dovevo farmi distrarre più da niente e da nessuno. Dovevo imparare a dire di NO agli altri e concentrarmi un po' su me stesso."

    "Correvo e arrancavo da anni alla ricerca di un po' di felicità, ma in realtà continuavo a inseguire il piacere. Avevo sempre confuso le due cose. Felicità e piacere."

    "Nell'arco della vita puoi incontrare un sacco di persone e di qualcuna diventare veramente amico. Ma chi ha passato con te il periodo dell'adolescenza conserva un posto speciale."

    "...continuavo a srotolare la mia vita e a osservarla. Ero sempre più dentro  me stesso. Stavo rompendo tutto pezzo per pezzo, come fossi una persona fatta di mattoncini Lego...(...). Annullavo sempre più quell'essere me stesso che in fondo non era il mio vero io...(...). Affrontavo i miei dubbi, le mie paure, le mie ansie. Entravo nella grotta dove c'erano i miei mostri, i miei fantasmi e li sfidavo."

    "Quella carenza mi procurava una strana sensazione...(...)mi mancava sempre qualcosa...(...) Per anni in quel vuoto ci mettevo una persona. Una donna. Ripetevo che stavo con lei perchè mi completava. Perchè lei mi migliorava. Quel vuoto, però, con il passare del tempo, mi aveva creato chiaramente una dipendenza. In quella donna riponevo la mia felicità. Quella dipendenza mi metteva paura. Paura di perderla. Si innescavano così dinamiche di disarmonia, che alteravano il mio comportamento o quello dell'altra persona, e finivamo col non vivere la nostra vita. La nostra storia frenava e dirottava i nostri destini...(...) Con lei soffrivo, senza di lei anche...(...). Allora mi dicevo: 'Piuttosto che niente, meglio piuttosto'. Cioè prendevo quello che poteva darmi e cercavo i accontentarmi. Se mi fossi amato non glielo avrei permesso. Il problema era sempre quello. La soluzione era arrivare alla nausea. Continuare finchè non mi fossi nauseato non tanto di lei quanto della mia umiliazione e mancanza d'amore per me stesso. (...). Prendevo le decisioni della mia vita attraverso la sua persona o l'idea che mi ero fatto di lei. A volte addirittura parlavo usando frasi sue per vedere come le altre persone reagivano. Per vedere se riuscivo a convincerle come lei aveva fatto con me. In realtà cercavo solamente di convincermi."

    "Il sedere è proprio bello. Dico come forma. Piccolo, grande, sodo o no che sia, è bello anche solo per la forma. Le due chiappe, il taglio, la rotondità della cosa. E poi è bella l'idea che abbiamo un cuscino incorporato per sederci. Vorrei fare un 'urrà' per tutti io sederi del mondo."

    "...anche se erano i miei genitori li trovavo diversi da me. Chissà come li avrei visti nella vita se non fossero stati i miei genitori? Voglio dire: se non fossi stato lì, me li sarei scelti?"

    "...quanto era difficile parlare con lui. Con mio padre...(...). Io avrei voluto gridargli quante volte nella vita avevo fatto cose spinto solo dal desiderio di renderlo fiero e orgoglioso di me. Suo figlio. Quante volte avevo cercato la sua attenzione, il suo affetto, una sua semplice parola, o anche solo un'invisibile carezza. E invece alla fine, privato di tutte queste cose, mi rimanevano i litigi come unico momento d'incontro...(...) tutte quelle sgridate e quelle urla, le inserivo nel mio trasformatore cerebrale, e diventavano frasi come 'lo fa perchè mi vuole bene, perchè ci tiene a me'."

    "Ma come potevo incontrare qualcuno e conoscerlo davvero se non sapevo neppure chi ero io? Come potevo donarmi a un'altra persona se non sapevo nulla di me? Sarebbe stato come regalare un libro che non avevo letto. che senso ha?"

    "Mi guardavo intorno e vedevo ingiustizie, parole e discorsi inutili, mancanza di rispetto verso tutti e tutto. E pensavo stupidamente di essere diverso e anche un po' migliore. Presuntuoso...(...) Volevo cambiare il mondo e alla fine ero cambiato io. Ho cercato di capire solamente quando era avvenuto il baratto. Dov'ero il giorno in cui avevo negoziato tutte quelle romantiche ideologie in cambio di ciò che avevo adesso."

    "Speravo che il tempo passasse velocemente. Proprio come un carcerato. Mentre se fossi stato una persona sana, avrei dovuto vivere sperando che il tempo passasse lentamente e mi facesse invecchiare il più tardi possibile."

    "Perchè io, il mondo,  non lo amavo. Lo subivo."

    "Penso alla somma delle ore della mia vita spese in quell'ufficio e di quelle spese nel tragitto per arrivarci e tornare a casa. Mi vengono in mente i giorni interi che ho passato sui libri per preparare un esame all'università che adesso nemmeno ricordo. Sarà servito a qualcosa? Me lo auguro, visto che erano giorni della mia vita. Mi sono fermato a riflettere. Tutte queste cose mi hanno fatto sentire nuovamente angosciato."

    "..dire che la vita fa schifo è come dire che non c'è niente che si possa fare. Che bisogna accettarlo come un dato di fatto imprescindibile. Fortuna che poi ho cambiato idea. (...). Ho imparato a pormi una domanda ogni sera prima di addormentarmi: cosa hai fatto oggi per realizzare il tuo sogno, la tua libertà?. Alla seconda sera in cui mi sono risposto: 'Niente', ho capito quanto in fondo una parte del problema fossi io. Quindi, o smettevo di lamentarmi o iniziavo a darmi da fare."

    "...con il tempo ho imparato una cosa importante. Cambiare posto al cuore con il cervello. Ho imparato a pensare con il cuore e ad amare con la testa. Pensare con il cuore mi costringeva ad agire con amore...(...). Prima, invece, tutto quello che amavo lo consumavo, lo bruciavo, lo usavo, lo invadevo. Amavo, ma non lasciavo spazio agli altri. Li invadevo d'amore senza prendere in considerazione il loro spazio. E così, essendo convinto di amare tanto, mi sembrava che loro non mi amassero abbastanza. Volevo essere amato con la stessa esagerazione. Ma ero io che sbagliavo, anche perchè non significa niente amare tanto o amare poco. Si può solo amare o non amare. La frase 'l'ho amato tanto' è priva di senso come 'è morto tanto', attribuita a una persona che non c'è più. Amare con la testa non vuol dire essere razionali, ma vuol dire coltivare un'educazione al sentimento che non sarà mai distruttivo."

    "Ho capito che nella vita devo fare quello che mi spetta, poi il resto si muove di conseguenza, ma il primo passo lo devo fare io. Non sono le cose che vengono verso di me, sono io che devo andare verso di esse." 

    Barzellette quotidiane (Atto II)

     

    Dopo le barzellette quotidiane di cui ho scritto nel post del 2 maggio 2007 (Barzellette quotidiane) eccomi di nuovo a raccontare un aneddoto che mi fa fatto sorridere ieri nel controllare la mia posta elettronica. Pochi giorni fa, nelle mie consuete navigazioni sul web alla ricerca di annunci di lavoro, ne ho trovato uno che era decisamente strano. Dato che nelle mie intenzioni è sempre vivo il desiderio di lasciare la tanto amata/odiata Puglia e “sbarcare” a Bologna, città che trovo interessante crocevia del nord Italia, a misura d’uomo e fervida culturalmente, mi ha incuriosito un annuncio “indefinito”, in cui si offriva un lavoro con vitto e alloggio…gran bella cosa, per quanto inverosimile, ma ho voluto comunque chiedere informazioni, non mi costava nulla farlo! La risposta è stata davvero esilarante...questa la mail di risposta:

    “Mi chiamo Giuseppe, come ho messo nell'annuncio tutto fare e dipende da quello che Lei cerca, magari con vitto e alloggio e ovviamente mi trasferirei. Distinti saluti. Giuseppe”

     Per la serie “dall’ospedale vuoi la salute?”…Se nell’annuncio, presentato come “Offerta di Lavoro”, si offre lavoro, vitto e alloggio, come si fa poi a chiedere a chi si rivolge a te per delle informazioni di offrirti lavoro-vitto-alloggio? Peraltro scrivendo “come ho messo nell’annuncio”...comprendo la disperazione nel non trovar nulla (Giorgio docet) ma quantomeno, nel cercar lavoro, bisognerebbe innanzitutto saper distinguere tra “offerta” e “domanda” di lavoro ed evitare di inserire negli annunci di lavoro cose che hanno tanto il sapore di proposte da “mercenario”, per quanto la prostituzione sia il più antico tra i mestieri…meraviglioso Giuseppe, hai tutta la mia simpatia!

     

    November 05

    Il valore di una pisciata

     

    Parlami di te Gio', raccontami un dettaglio che possa servire ad identificarti....oddio, è una domanda che può cogliermi impreparato e rischierei di far scena muta! Da dove posso iniziare? Non so per quale motivo, chi mi conosce, alla fine conosce le mie abitudini in fatto di "pipì" e di "poppò", tant'è che Luisa, una mia amica mi ha detto spesso "Ma è mai possibile che con te alla fine si facciano sempre discorsi di merda?". Curiosa come cosa, ma voglio attribuirle un significato più profondo: mi piace spingere le persone a parlar di cose che fanno chiuse dietro alla porta più intima della loro abitazione. Si parla di tutto, ma non si parla delle cose di cui ci si vergogna....con me si è autorizzati a farlo! Penserete anche voi "che discorso di merda", ma Giorgio è anche questo. Giorgio è un gran "piscione"! Partendo da questa definizione un po' fetish, ammetto di esser problematico da quel punto di vista! Dal momento che odio andare in un bagno che non sia quello di casa mia, faccio scorta a casa di pisciate (evito di soffermarmi sui "servizi grossi", per quanto gli aneddoti in tal senso potrebbero sprecarsi). Se ho fatto pipì 5 minuti prima di varcare la soglia di casa non va bene...devo farla necessariamente pochi secondi prima di prender l'ascensore, pur avendola fatta pochissimi minuti prima...in realtà voglio solo evitare che mi venga quando non posso espletare una così semplice esigenza fisiologica. In questo non trovo conforto in nessuno...è mai possibile che tutte le persone che conosco non facciano mai pipì? Mi rendo conto che è antipatica l'abitudine di farla un minuto prima di avere un rapporto sessuale ma, se non la facessi, non mi riuscirebbe il rapporto e, una volta nudi, aprire la portella dell’auto ed uscire per urinare, sarebbe decisamente più problematico (anche se è successo)! Parlo della macchina perché è il mio letto a due piazze su quattro ruote in quel senso...far sesso altrove (soprattutto a letto) è sempre stata un'eccezione…paradossalmente potrebbe farmi sentire “fuori luogo”…

    Il valore di una pisciata racchiude un intero mondo di ansie, se devo far qualcosa di nuovo, se ho un esame, un colloquio, un incontro al quale tengo particolarmente...la tensione la vinco in questo modo: liberando quella che in tenera età non era che "acqua benedetta" ed ora risulta “cosa inopportuna” in molte occasioni...ma a me fa sorridere...ognuno vince le sue ansie a suo modo! Uno dei motivi per i quali è bello esser uomini è che si possa pisciare in piedi...non è un mistero che uno dei sogni di molte donne sia quello di poter far pipì in piedi e, da quel che ho appreso oggi in internet, c'è chi ci ha pensato, inventando un affare, che si chiama "Urinelle"....sconcertante, ma si pensa anche a questo! (Nelle immagini sottostanti potete vedere coi vostri occhi questa "straordinaria" invenzione).

      

     

    November 04

    Istanti distanti

     
     
    Il mare che ci ha uniti ora ci separa e lasci in me il freddo di un inverno sconfinato
    me che resto in una Terra a te cara dove se avessi potuto non sarei nato
     
    In ogni istante respiro il tuo ricordo
    mentre in quel mare diventi distante... piango e mordo
     
    In ogni istante il pensiero di te che ti allontani all'improvviso
    niente più mani che accarezzano il viso
     
    In questo istante incoerenze...silenzi...
     
    In questo istante guarda quell'antica luna dal tuo mare
    In questo istante torna...in questo istante resta
     
    (Giorgio Di Ponzio)
     

    2006-2007: anni a confronto

     
     

    Questo intervento non è che un piccolo confronto il 2006 ed il 2007...in fatto di numeri, di costanti, di novità e classificazioni....più personale di così, non potevo farlo!

     

    ·         Entrambi gli anni mi hanno visto per due volte in coppia...nel 2006 c'è stata la parte finale di una storia durata 17 mesi (fino agli inizi di febbraio) e da agosto a dicembre ho vissuto un'altra storia (anche se in questo caso ero il solo tra i due a stare in coppia...vabbè, ogni tanto si torna bambini...era un po' come dire, "stiamo insieme ma lui non lo sa"). Nel 2007 altre due storie, una da fine febbraio a maggio (ma è stata una parentesi, per quanto "lunga", per poi defilarmi e lasciare che la coppia nella quale mi ero insinuato, tornasse assieme) ed un'altra da agosto ad ottobre (finita quando? Boh? forse è ancora in corso....o forse non è mai iniziata). In fatto di coppie, lo scontro 2006-2007 finisce in parità, sul 2-2.

    ·         Passando in rassegna gli "incontri occasionali", è evidente lo squilibrio tra i due anni...la partita 2006-2007 si chiude sul risultato di 9-40...qui dovrei metter la testa sotto la sabbia e vivere qualche minuto di vergogna ma, onestamente, non mi pento perchè ho fatto esperienza e non è stato tutto un no-sense! Qualcuno ha affermato che "Giorgio si è divertito", un eufemismo per non chiamarmi "puttana", come si è soliti fare...questo perchè, l'immagine trasmessa è sempre stata positiva poi, salvo mie sviste, non mi pare di aver lasciato vittime sul terreno perchè son state cose che lasciano il tempo che trovano, per quanto io, tranne che si sia trattato di persone perfettamente sconosciute, ho mantenuto un bel rapporto con tutti...è nata un'amicizia o si è consolidata ed in 3 occasioni si è sfiorato anche l'innamoramento (2 volte da parte mia).

    ·         Il lavoro è stato, ahimè, la vera nota dolente...come nei rapporti di coppia del 2006, è finito a febbraio (rapporto che durava da 23 mesi all'Enel Gas...lavoro per il quale avrei ucciso pur di restare) e sono stato per due mesi a Bari (all'Alluminio Sud, sempre come interinale, da fine settembre a fine novembre...più o meno a cavallo con la seconda storia e relativa convivenza). Nel 2007 il lavoro l'ho visto col binocolo...se non fosse stato per il classico fatto da Portacci, a nero, (nella gabbia dorata)...ma quel lavoro è presente nella mia vita dal 1996, quindi non fa testo: zero contributi, zero prospettive, finita la mission a casa, pagato come il "ragazzo della bottega"...partita si chiude sul 2-0...e la cosa non mi rallegra affatto, perchè speravo, almeno entro la fine di quest'anno, di trovar un lavoretto regolare (anche per un breve periodo) per poi usufruire per altri 7 mesi della disoccupazione dall'INPS e non stare con l'angoscia che i risparmi si esauriscano.

    ·         Il 2007 è stato l'anno dei cambiamenti in fatto di amicizie o frequentazioni...la novità assoluta è stata la totale assenza di Franck: festeggiato il Capodanno assieme, non l'ho più visto e la sua assenza in quest'anno ha inciso sulla diminuzione di concerti ai quali son stato: 3 nel 2006 (Tiromancino, Negramaro, Jovanotti), zero nel 2007 e sui film visti al cinema: 5 nel 2006, 3 nel 2007 (nel 2005 avrei dovuto far qualche abbonamento, visto che ci andavo 2-3 volte al mese). Cito solo lui per questioni legate ai numeri...per il resto ho fatto una piccola classificazione di alcuni amici o persone nelle quali mi sono imbattuto negli ultimi due anni:

    ·         persi per strada: Francesco (Franck Pinzetta), Fabio Tragedia (Fannicchia), Fabio (Virtutem), Valeria (la velina bruna), Nunzia (Annunçiaçion), Cristian (il Padula)

    ·         i maghi dell'altalena: Vanna (Vannette), Paolo (Paoligno)

    ·         i sempreverdi: Antonietta (tootina.it), Pierluigi (Pg), Nico C. (Nicolino)

    ·         i trasformati: Cristian (Cri-Cri), Marco (Marcolor), Ciro

    ·         i virtuali (per distanza o per difficoltà a conciliar gli impegni): Ilaria (Teobalda), Tommaso (Masinu), Maria Cerv., Antonella (Papina), Costantino (Rosolino), Gianmaria (Coscetta), Emanuele (Manu)

    ·         i ritrovati: Vittorio (Super Vicky), Marcello (Marcy amico di JoJo)

    ·         i bocciati: Aldo (The singer), Cesare (con i pasticcini al seguito), Emanuele (la zia), Viola

    ·         la sorpresa: Mario (dimmi in che zona e quanto ti prendi)

    ·         le new entry: Luca (Lubamba), Antonio (Tonino-Schizzetto)

    ·         i mai visti: Pierfrancesco (Pier), Raffaele (Nothing), Paolo (Il Re del Niente), Carlo (Carletto), Andrea (Drew) 

    ·         i punti interrogativi: Francesco (the singer, o Moira Orfei), Cesare (bluee81)

    ·         i mondani: Augusto (The President), Marco (Silver Skin), Angelo (Paris),  Luigi (Gigio), Eddie, Walter

    ·         gli affezionati latitanti,ma a loro modo presenti: Maria & Luisa

     

    November 01

    ANGIE..."Senza lacrime mi distruggerai"

     

    Altro singolo dall'album REQUIEM dei Verdena "ANGIE", brano meno psichedelico e più folk della band. Per quanto ci si sforzi di dargli un senso compiuto, resta la solita questione legata a questo gruppo: il no-sense...prendiamo "ANGIE" come lavoro un po' fuori dalle righe e vediamoci ciò che vogliamo...ogni interpretazione andrebbe bene comunque...


     

    ANGIE

    Prima o poi mi sparerai alle spalle, Angie
    Credi in ciò che fai
    Senza lacrime mi distruggerai
    Laverai le tue mani rosse, Angie
    Scuro più che mai
    Senza lacrime ti addormenterai
    Come mai, che ne sai, semmai,
    Rido in lei semmai
    Nei tuoi nei io mai
    Lunedì è il giorno delle streghe, Angie
    Sai come si fa
    Senza lacrime, mi distruggerai
    Ora mai, che ne sai, semmai
    Rido in lei semmai..Nei tuoi nei io mai