Giorgio's profileUN PO' DI GIO'PhotosBlogListsMore Tools Help

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    December 31

    Veleno mentre saccheggi le mie lacrime.

     

    Senso di tristezza, lenti a contatto lubrificate da “lacrime saccheggiate” alla stazione di Bari, per assistere all’ennesima partenza, alla concretizzazione dell’ennesimo distacco dai sogni…”al momento con il cuore non ci sto” per esprimere nel peggiore dei modi un qualcosa che aveva un significato leggermente più nobile della crudezza racchiusa in quelle parole. Tornano di nuovo loro, i Subsonica, a dar voce in musica ai miei pensieri...grazie ad Antonietta che mi ha regalato il loro ultimo CD per il mio compleanno, regalo ricevuto in ritardo di un mese, ma decisamente apprezzato: mi farà compagnia per parecchio tempo. Sabato, sulla strada per Bari, mentre andavamo in discoteca, ho fatto ascoltare a Lubamba e Super Vicky la prima traccia, "Veleno", dedicata a me stesso in questi giorni di “ristrutturazione interiore”...con una buona dose di egocentrismo, l'ho presentata come la canzone scritta dai Subsonica pensando a me...il risultato? Hanno apprezzato il testo e la musica, ma quel veleno avrebbero voluto darlo ad Antonietta per avermi offerto una buona dose di "depressione in musica"...io la trovo stupenda...una sorta di libro in note che ricalca fedelmente il mio stato d’animo nei confronti di chi mi ha dimostrato che in due non si ama mai, che mi ha fatto capire quanto io sia capace di seguire lo “slogan” santagostiniano dell’unico limite conosciuto dall’amore, ovvero il non aver limiti…(“La misura dell’amore è amare senza misura”). Non avrei voluto aver conferme in tal senso, perché mi conosco, ma ogni tanto, evidentemente, ho bisogno di ricordarmi chi sono e cosa faccio per amore…

    ***Ho lasciato che gli eventi si susseguissero senza diventar padrone degli atti messi in scena. Circostanze riattivate fuori dal controllo, fuori dalla volontà: guerra intestina tra parte razionale e vedente e parte irrazionale e cieca. Dignità spazzata via come dal vento, stabilità tradita senza alcun ritegno e senza alcuna attenuante. Ciò che è stato, ciò che credevo svanisse perché passato, in realtà è stata pura finzione, è ancora vivo lo spirito del “SUomICIDIO” (l’io razionale che vorrebbe sopprimere l’io irrazionale, ammazzando l’altro sé, ammazzando sé stesso): non riesco a sfuggirti senza fingere…troppo vivo il ricordo di ciò che è stato, o forse di ciò che avrei voluto fosse. Non riesco a sentirmi libero, libero di interagire con qualcun altro, libero di uscire, libero di andar in alcuni posti, libero di far sesso, libero di re-interessarmi a qualcuno: c’è una corda che mi tiene fermo, sono nel tuo patibolo. Mi avvicino di nuovo a te…mi avvicino per avvelenarmi. Tradisco la mia volontà come un qualcosa che non funziona come dovrebbe (adesivi che non aderiscono, cerniere che si incastrano, interruttori che non scattano, caricatori che si inceppano). Le tue parole ed i tuoi silenzi sono per me crimini contro la mia innata umanità, il mio amare senza limiti…ho scelto di annullarmi, di dissolvermi in te ed hai saccheggiato le mie lacrime. Sarò cieco, vivrò la mia libertà nel tuo patibolo, coglierò il fiore più carnivoro, in fondo ho voluto giocare col fuoco per bruciarmi, invischiato in una storia che non ha titolo, il mio ruolo è privo di credito…è un debito nei miei confronti, è un riavvicinarmi alle tue labbra, è un avvelenarmi del tuo veleno. - Non è che una rivisitazione di “Veleno” cucitami addosso.***

    Di seguito riporto frasi prese da ogni canzone dell’album che dedico a me e quel “qualcosa che non c’è”, cui da tempo riservo spazio nel mio spazio virtuale (e non…fosse solo virtuale sarebbe decisamente più semplice affrontar una cosa che pare abbia totalizzato la mia attenzione dall’orami lontano 6 ottobre). Mi sento triste? Depresso? Negativo? Forse solo un po’ triste perché vivo nel mio film, ma alla base c’è sempre una buona dose di positività…in fondo sono contento se qualcuno riesce ad “ispirarmi”, se mi permette di analizzare con maggiore attenzione la musica che ascolto, i libri che leggo, i film ed i telefilm che vedo…con tutto l’amore che posso…

     

    • ”Sarò cieco…solo nell’alba di un patibolo, dentro una storia senza più titolo/ Scegliendo un ruolo senza credito/ Strappando il fiore più carnivoro/ Io cerco il fuoco e mi brucerò.” (Veleno).
    • Chissà cosa rimarrà domani” (Ali Scure).
    • "Gelidi tramonti, un tempo erano fuoco sulla terra…gelidi i tuoi occhi, due orbite in un cielo senza luce…nel tuo cuore il vento, l’eclissi di una sana e spenta civiltà” (La Glaciazione).
    • Via da chi rinuncia e non ti lascia tentare/ Via da chi ti infanga e non rinuncia a mentire/ In tutti quei ricatti stesi ad aspettare/ Nel dispositivo umano definito amore” (L’ultima risposta).
    • Il cuore della fiamma è gelido, Ma quella lingua accesa ci scalderà. Non abbiamo niente da perdere/ Solo questo amore da sciogliere.” (Il centro della fiamma).
    • Le serrande chiuse dal tempo e noi/ Nei tuoi occhi i gesti nascosti e poi” (Nei nostri luoghi).
    • Per sentirti più forte/ Per urlare più forte/ Per soffrire più forte/ E respirare più forte/ Per amare più forte/ Per colpire più forte/ E abbracciare più forte” (Quattrodieci).
    • "Se un sogno non raggiunge neanche il mattino/ Se le illusioni sono scorie di umanità/ Come fare a coniugare un verbo al futuro/ Quando il futuro è solo appalto di tenebra” (Piombo).
    • Contatti a termine secondo necessità / Offre le labbra a un altro rospo poi si vedrà “ (Alta voracità).
    • Si alza la corrente e ora ti vedo svanire/ Un punto all’orizzonte di una riva sottile” (Alibi).
    • Se ho paura a sentire il silenzio, se non riesco a raschiare il ricordo/ quella porta chiusa intorno a me è una porta chiusa e dentro me/ quella porta è un dolore bambino/ che nessuno voleva vedere” (Canenero).
    • Non vedo più nessun male che mi possa ferire/ Almeno per stanotte non c'è nessun dolore.” (Stagno).
    • Sono qui a immaginare anche per noi Un tempo sospeso/ Un frammento di eternità. Quanto di te per sempre acceso viaggerà” (Corpo celeste).

     

         

         



    V E L E N O

    Come gli adesivi che si staccano
    Lascio che le cose ora succedano
    Quante circostanze si riattivano
    Fuori dai circuiti della volontà.

    Come il vento gioca con la plastica
    Vedo trasportata la mia dignità.

    Oggi tradisco la stabilità
    Senza attenuanti e nessuna pietà.
    Oggi il mio passato mi ricorda che
    Io non so sfuggirti senza fingere.

    E che non posso sentirmi libero
    Dalla tua corda, dal tuo patibolo.

    E un’altra volta mi avvicinerò/Alla tua bocca mi avvicinerò
    E un’altra volta mi avvelenerò/Del tuo veleno mi avvelenerò.

    Come gli adesivi che si staccano
    Come le cerniere che si incastrano
    Come interruttori che non scattano
    O caricatori che si inceppano

    Io tradisco le ultime mie volontà.
    Tutte le promesse ora si infrangono.

    Penso ai tuoi crimini senza pietà
    Contro la mia ingenua umanità.

    Scelgo di dissolvermi dentro di te
    Mentre tu saccheggi le mie lacrime.

    E sarò cieco, forse libero
    Solo nell’alba di un patibolo.
    Dentro una storia senza più titolo
    Scegliendo un ruolo senza credito
    Strappando il fiore più carnivoro
    Io cerco il fuoco e mi brucerò.

    E un’altra volta mi avvicinerò/ Alla tua bocca mi avvicinerò
    E un’altra volta mi avvelenerò/ Del tuo veleno mi avvelenerò

    December 12

    Spirito Natalizio

     
     

    Ora capisco perché ho evitato così tanto il salone di casa mia in queste ore: non volevo sottopormi alla tortura degli effetti collaterali dello “Spirito Natalizio”…il presepe da una parte, l’albero di Natale dall’altro, una volta spenta la televisione, dopo aver visto “Desperate Housewives”, (che già di per sé ha provocato prepotenti ricordi nella memoria) hanno illuminato con calde e sinuose intermittenze, le pareti della sala, fino a farmi palpare ciò che non avrei voluto già a 13 giorni prima della notte del Natale…va in scena l’ormai consueto rito di mio padre vestito da Babbo Natale che entra nel salone per distribuire i regali ai nipoti dopo aver cantato tutti assieme “Tu scendi dalle stelle” con mia madre che fa d’apripista al trenino familiare che si avvia verso il presepe per mettere Gesù Bambino nella grotta…c’è chi trova la cosa assolutamente carina, divertente, a me crea imbarazzo, forse dovuto al fatto che a Natale avverta in modo forte la solitudine, la diversità, il senso di non appartenenza alla famiglia nel senso tradizionale del termine…in quell’istante mi sento fuori luogo, senza famiglia, senza seguito, senza discendenza e vorrei non fosse mai Natale…Quest’anno sarà ancora più difficile per me, perché non avrò modo di sognare a Natale e vivere il mio personale “Spirito Natalizio” riscoprendomi bambino nel dar sfogo alla fantasia ed alla creatività, realizzando qualcosa per la persona amata…come quando alle elementari facevo i “lavoretti” per i genitori, vorrei poter far un “lavoretto” per chi amo, perché in quei giorni diventa la mia famiglia, il mondo al quale appartengo e che non mi fa sentire diverso…solo…

     

    NOTE DA BLOG: Nel cercare su google un'immagine per questo post natalizio mi sono imbattuto in qualche blog e ce ne sono due che hanno catturato la mia attenzione perchè in antitesi tra loro, pur parlando entrambi del Natale quale simbolo di una festa ormai divenuta una vera farsa. Nel primo è evidente il senso di nostalgia per uno spirito natalizio che si perde nell'era del consumismo sfrenato..."Sarà che il mondo in cui viviamo ci fa perder di vista la vera essenza del Natale...da piccola di regali non ce ne si aspettava...erano bei tempi, bastava davvero così poco, anche perchè in fondo avevano tutto. C'era il rispetto, l'amore e la serenità..."...il più bel regalo ricevuto nella sua vita: una lettera del padre analfabeta negli ultimi mesi di vita che, nell'occasione, si era fatto aiutare dai nipoti a scriverlo che lei conserva gelosamente e che metterà sul suo albero quest'anno. Il biglietto era stato accompagnato da tanto di scuse fatte ai figli per non aver mai potuto offrir loro un Natale sfarzoso perchè le condizioni economiche non lo permettevano. Nel secondo un ragazzo che polemizza sullo slogan natalizio della Bauli "E' Natale, è Natale si può fare di più....è Natale, è Natale si può amare di più", scrivendo "Già il Natale mi innervosisce di suo, nel senso che trovo del tutto insensato doversi aggirare come un avvoltoio per i negozi in cerca di qualcosa da spacciare per un regalo davvero sentito ai parenti! Sentirmi poi fare la predica, in maniera più o meno occulta, su presunti sentimenti amorevoli verso il prossimo da una massa di pubblicitari assetati di soldi,mi irrita notevolmente!"

      
      
     

    December 10

    In collera ho un grido, quanto è inutile: NON PRENDERE L'ACME!

     
     
    Non Prendere l’Acme, Eugenio (citazione della pinkfloydiana Careful With That Axe, Eugene?- "Attento con quell'ascia, Eugenio") è uno dei brani che colpisce maggiormente nell'ultimo album dei Verdena (REQUIEM). E' un gruppo che amo ascoltare scoprendolo lentamente, assumendolo a pillole. Questo è un brano intenso, corposo, martellante... Nell'ascoltarlo ho la percezione di un  luogo lontano dal sole, immagini distorte, luci accecanti nel buio, belve feroci...il no-sense full of sense delle canzoni dei Verdena è straordinario, per quanto sia cosciente del fatto che lo possa ascoltare una tantum ed in totale solitudine, magari durante uno spostamento in macchina, un viaggetto...come stasera, al rientro da una serata all'insegna dell'animal instinct, volevo un po' del loro rock ed ho apprezzato quello che considero il nuovo "tormentone" di questo album, dopo "Muori Delay", "Canos" e la straordinaria "Angie"  (prima canzone acustica dell'album)...La frase più accattivante del testo è quella iniziale "In collera ho un grido, quanto è inutile...perdo energie e non so perché..." ed è sufficiente a farmi amare questa canzone...che poi incalza con ritmi sempre più forti e parole ripetute "a martello"..."il buio è qui, il buio è qui / non vedremo mai, non vedremo mai/ Impazzirò in un attimo"...elogio alla follia..."impazzirò, lo merito, lo merito, lo merito, lo merito"
     
     
     
    Non Prendere l’Acme, Eugenio
     
    In collera ho un grido, quanto è inutile
    Perdo energie e non so perché
    La spinta mi slancia, tutto è comodo
    Diglielo a Dio, se sai che c’è...
    Conoscono un posto e lì io mi guarirò
    Scompariranno i tempi bui
    Non vincerò più, il mondo è domino
    Diglielo a Dio, se sai che c’è...
    Il buio è qui, il buio è qui
    Non vedremo mai, non vedremo mai
    Impazzirò in un attimo
    Un volo nel pus, un volo nel pus
    Non berremo mai, non berremo mai
    Impazzirò
    Lo merito, lo merito, lo merito, lo merito
    Un volo nel pus
    In collera ho un grido, quanto è inutile
    Perdo energie e non so perché
    La spinta mi slancia, tutto è comodo
    Diglielo a Dio, se sai che c’è
    Il buio è qui, il buio è qui
    Non vedremo mai, vedremo mai
    Impazzirò in un attimo
    Un volo, un volo nel pus
    In testa a Godzilla
    Tra le sue ciglia
    Non prendere l’acme
    Se sei un hare krishna
    Mi meraviglierai
    Non prendere l’acme, non prendere l’acme, non prendere l’acme….
    December 06

    Dice: "SUomICIDIO annunciato!"

     

    Dice...non dice

    sente ed ascolta, ma fa solo quello che dice e non dice...Quant'è testardo! 

    Vede tutto, ogni piccolo dettaglio...ma guarda solo ciò che vuole guardare...

    La cosa sconcertante è che parla da solo, anche se lo fa mentalmente...

    fa lunghi discorsi, pone domande alle quali risponde da solo...

    è come se parlasse con qualcun altro...qualcuno che non c'è più per lui da tempo ormai...

    Si sveglia e si addormenta agli orari più impensati...ha perso la cognizione del tempo... 

    le sue giornate sono così uguali a sé stesse, che gli risulta difficile capire quando sia lunedì e quando sabato...

    pensa a cosa vorrebbe fare e non fa nulla!

    L'altra mattina ha sognato mille cose....

    e la cosa che mi preoccupa è che i suoi sogni spesso si rivelano nella realtà

    forse sono talmente tanti i discorsi verosimili che fa con sé stesso, prima di prender sonno, che influenzano il suo inconscio e così riesce a visualizzare ciò che sarà...non credo sia un sensitivo!

    Mi tormenta...è un'anima in pena che ultimamente non fa che confondere il sogno con la realtà...è sempre sovrappensiero... 

    Sa di esser pieno di risorse, dotato di un'intelligenza che, per fortuna o per sfortuna, appartiene a pochi

    ma, evidentemente, adora sprecare le sue risorse e la sua intelligenza...

     lo dimostra nell'ostinazione che ha nell'imbattersi in "macchine difettate" con la pretesa di aggiustarle!  

    Capisce subito dov'è il guasto, non appena da' un'occhiata alla macchina...il problema è che poi "guasta" sé stesso, perché non accetta i "difetti congeniti"...

    Fuori che piova, ci sia bel tempo, il sole o la luna, lui sta lì, fermo a pensare...e non riesce a spiegare perché non si voglia esporre al mondo reale...

    Concentrato sul mal di testa che ogni tanto lo fa impazzire, come oggi, come lunedì

    dopo le troppe sigarette nel week-end le troppe emozioni inespresse...

    Avrebbe voluto fare un viaggio, quel viaggio...se glielo avessero proposto appena poche ore prima...

    quante cose sarebbero cambiate? Tante...se non altro avrebbe staccato la spina...

    tante le cose non dette, non sentite, percepite, sognate, immaginate: è follia...follia pura

    vorrei metterlo a letto....

    accarezzargli la testa e farlo addormentare...senza sogni, senza memoria, senza lacrime, senza fiato da sprecare ancora...ancora...ancora...

    Zitto...stai zitto ti prego...non ti sopporto più...pretendi di vivere in sordina, credi di camminare in punta di piedi...

     non ti accorgi che il suolo lo calpesti in modo fragoroso?

    non ti accorgi di quanto sia ingombrante la tua presenza?

    lasciami in pace...dormi...sono stanco, dovresti capirlo!
    Oggi ucciditi e rinasci com'eri ieri...
    dice....e non dice
    dice, ma non fa...
     

    Di Ponzio Giorgio