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    February 28

    Linger

     

    “E’ solo il tuo atteggiamento, mi sta facendo a pezzi, sta rovinando tutto. Hai sempre mentito? Era solo un gioco per te? Mi hai arrotolato attorno al tuo dito…devi lasciare che si trascini? Se tu potessi farcela provando a non mentire, le cose non sarebbero così confuse e non mi sentirei così usato…”

    (estratto tratto da “Linger”, splendido brano dei Cranberries dell’album “Everybody Else Is Doing It So, So Why Can't We?” del 1993) 

     
     
    February 13

    Non ce la posso fare...

     

    Due giorni di tempo prima della partenza. Non sto facendo nulla per organizzarmi, mi sembra sia chissà quando, ed invece tra 48 ore circa dovrei già prepararmi per andare in stazione e prendere il treno per tornare a Bologna…parto perché devo, per cambiare aria, per sperare di trovar il mio posto nel mondo, per allontanarmi da qualcuno…non ce la posso fare…soprattutto se, dopo tante frasi del tipo “parti”, “è giusto che tu lo faccia”, “benedetto Dio, era ora che te ne andassi” (dette un po’ per presa di coscienza dell’inutilità del mio star qui, un po’ per scherzare, non manifestare il senso di distacco che proverebbe se andassi via) poco fa mi arriva un SMS che non mi aspettavo di trovare “Gio’, non partire”…tre semplici parole per mettermi completamente in crisi…vado o non vado? Non ce la posso fare…inizio a realizzare che manchi davvero troppo poco tempo per capire…dannata lotta tra sentimento e ragione…

    February 08

    Puoi immaginarmi, desiderarmi...senza sentirmi, senza vedermi...

     

    Lettera mai pubblicata: "Così ti scrivo, perchè tu possa immaginarmi, desiderarmi senza mai sentirmi, senza mai vedermi" (Loredana Berté).

    E' giusto esporsi? E soprattutto qual'è la forma più giusta per farlo e chi ha il diritto di dire quale essa sia? Siamo solo noi a decidere se, come e con chi farlo. Concediamo a ciascuno alcuni dei tanti strumenti di cui disponiamo per farci conoscere e lo facciamo indossando le più svariate maschere o ricorrendo alle "tecniche" che riteniamo più giuste in quel determinato momento e per quella determinata persona. Il tema del signore inesistente torna nel mio blog, il tema di colui che non si espone al mondo reale per restare personaggio di cui si scrive, di cui si parla. (rif. Il signore inesistente ). Dove risieda la realtà, non ci è dato saperlo…siamo specchi riflessi di altre vite, in altre vite. Personaggi che assumono vari ruoli, che indossano varie maschere, che esistono nell’immaginario collettivo o del singolo, che esistono in una forma piuttosto che in un’altra e che a volte, volutamente, decidono di presentarsi in modo velato, in modo virtuale, perché talvolta è bello vivere chiusi in uno schermo o coprirsi di mille veli. Ci sarà sempre chi ci conosce al di là del video, al di là dei veli o che, proprio attraverso queste sovrastrutture, riesce a cogliere la nostra essenza. Il signore inesistente cui faccio riferimento è il protagonista della "canzone a puntate" dei Quintorigo, è colui che è spuntato dal nulla per incitarmi a scrivere, mostrando ammirazione per le mie parole, che fosse per un discorso stilistico, piuttosto che per il coraggio di esporle, poco conta, ma il signore inesistente sono anch’io per più di qualcuno e per me stesso, negli ultimi mesi in cui ho deciso di non espormi al mondo reale per paura di perdere l'illusione di inseguire quel "qualcosa che non c'è" ed è anche il mio nickname su MSN: troppo affascinante come figura, per non utilizzarne il nome. Questo intervento non è che un omaggio al signore inesistente, la risposta che mi ha chiesto di dargli in una lettera mai pubblicata, che ho deciso di pubblicare oggi e di farla rientrare nella categoria dei "post-epistolari", accostandola alle altre due lettere finora pubblicate sul mio blog: la “lettera mai scritta” (rif. Così ti scrivo..."I'll be yours" - come se mi fosse stata dettata da qualcuno che ha comunicato con me in altre forme, di certo non ricorrendo a quella epistolare) e la “lettera mai letta” (rif. Se potessi far tornare indietro il mondo, farei tornare poi senz’altro te ... - dedicata all’amore fugace, grazie al quale ho voltato pagina con l’amore “autore incosciente” della “lettera mai letta”). La pubblico in forma anonima, rivisitata, in qualche modo personalizzata. Grazie al signore inesistente  per avermi offerto una spiegazione del suo esser tale e per aver in qualche modo replicato a ciò che ho scritto sul suo conto in precedenza (rif. ...al Signore inesistente, da parte di chi si definisce tale per gioco.. )… 

     

    "Caro Giorgio,

    Non voglio che tu provi imbarazzo o che ti offenda quando manifesto il mio affetto nei tuoi confronti o quando rivolgo i miei pensieri a te. Nella mia vita è come se ci fossero due universi paralleli: quello scritto e quello agito. Nel primo mi trovo a recitare una parta, nel secondo tendo a vivere dietro le quinte. Per quanto ciò che scrivo, a volte, possa risultare "sconveniente" (per via dell'affetto, della stima e del desiderio che manifesto nell'immaginarti come una sorta di partner o qualcuno di cui sono infatuato), è una manifestazione "romanzata", che amo per questo, perché è come se recitassi una parte che non corrisponde a realtà. Per questo vorrei restare un "personaggio scritto", diventar realmente il "signore inesistente". Hai conosciuto ciò che sono nella dimensione reale ed hai colto un lato di me che, molto probabilmente, non troveresti gradevole, che forse non vorresti neanche come amico. L'amicizia, a mio avviso, si basa sulle parole, per quanto possano esser frutto di menzogne ma, in fondo, dov'è la verità? Vorrei che tu prendessi le mie parole come un gioco, una recita, perché nella mia dimensione dell'<agito> non sono parole che mi appartengono. Spesso si tende a dimenticare il gioco del palcoscenico e si fugge per nascondersi nella penombra delle quinte...a mascherare il proprio volto, come se, alla fine della fiera, avessimo realmente un volto e non mille maschere da indossare nel nostro quotidiano. La mia attività da scrittore ora occupa una minima parte della mia vita e ruota attorno alla ricerca di una realtà piena, una vita che possa finalmente realizzarmi. Un amalgama tra realtà e finzione, che poi è il mondo da me creato, quello romanzato. Per me un libro non è che un copione, in un immenso teatro fatto di città, paesi, mari, monti... e buffi attori con maschere sempre diverse. Sincero è chi sa usare le giuste maschere al momento giusto...mi sarebbe piaciuto farlo con te più spesso. Mi hai chiesto il motivo per il quale la mia "attività da scrittore" restasse in penombra nel nostro interagire...la risposta forse risiede nel fatto che abbia indossato così tante maschere, da dimenticare la strada che conduce al grande teatro del mondo o forse perché vivo soltanto in ciò che creo, in ciò che sogno e che forse non vorrei neanche si realizzasse perché non sarebbe più un sogno. Se mi calassi nel caos melodrammatico di tutti i giorni, forse non sarei lo scrittore che vorrei essere. Intendo iniziare ad inviarti qualcosa di ciò che scrivo, purché tu dia un seguito a questa lettera, alla quale tengo in modo particolare.

    Con affetto, il Signore Inesistente."

     

     

    February 01

    Ottimismo

     

    Oggi vorrei semplicemente sviscerare un pensiero in parte già espresso in un post precedente (“Impara la tecnica del tuffo”).

    A dispetto di post da me pubblicati nel mio space, con un’impronta apparentemente “nera”, che fosse dettata dalla rabbia, dalla delusione o quant’altro, il messaggio che ho sempre voluto trasmettere e che mi contraddistingue, è quello del “pensiero positivo”, anche nelle situazioni più drammatiche. Il riuscire a scorgere uno spiraglio di luce, che sia nella speranza, nell’insegnamento che la vicenda negativa mi ha trasmesso, nelle briciole che chi non è in grado di offrire riusca, in qualche modo, a darmi. Ho trovato commenti da parte di qualcuno un po’ "pesanti", spinti dalla stupida logica del volermi strigliare per farmi aprire gli occhi o per uscire dall’acqua stagnante in cui mi ero rifugiato. Chi ha pensato, scritto o detto, cose del genere, non mi conosce affatto…non sa quanto per me sia strumentale per crescere trovarmi, a volte, a navigare nelle pozzanghere e soprattutto non sa quanto forte sia la spinta che ho nell’aver studiato a fondo quei bassi fondali. Siamo nell’epoca dello stress, fattore così pregnante nel nostro quotidiano, io sono uno che facilmente si stressa perché ama vivere sotto pressione per raggiungere nel miglior modo possibile i risultati. L’atteggiamento migliore, però, nel gestire lo stress, si ha quando si riesce a sviluppare una mentalità positiva, ottimista. È facile guardar con sfiducia e scetticismo il futuro, la mia stessa razionalità non mi permette di vedere tutto roseo ma, ciononostante, mi incaponisco quando mi imbatto in qualcuno che si fa sotterrare dallo scetticismo, dalla negatività, dal panico nel non sapere gestire un problema o nel non saper cosa scegliere, e l’istinto mi porta a far di tutto per offrire a questo qualcuno la possibilità di osservare le cose con una prospettiva diversa. È importante non confondere l’ottimismo con l’esser sognanti. A volte mi si da del sognatore, del romantico o, viceversa, del pessimista. Nulla di più sbagliato. So di esser ottimista (forse mi risulta più semplice con gli altri che non con me stesso, questo lo ammetto), ma il mio ottimismo risiede nel non negare l’evidenza, anche delle cose più negative e credere che le si possa vedere sotto una luce diversa, come se fossero delle opportunità. Ripeto, è un atteggiamento che adotto più nei confronti degli altri, ma che mi aiuta e serve ad aiutare a credere nelle proprie potenzialità, nei propri obiettivi. Da buon ottimista non nego la gravità di una situazione e vivo appieno il dolore della caduta. Sta poi a me decidere i tempi di reazione per risalire la china, per smettere di piangere, per smettere di lamentarmi e via dicendo.  Fiducia, speranza, sogno, sono ingredienti che non si dovrebbe mai dimenticare che esistono per ottenere dei risultati, per gestire un problema, per superare in modo responsabile e cosciente un ostacolo…per questo bisogna puntare parecchio sulla capacità di analisi. Lo stress diminuisce, l’umore negativo anche e forse si impara a coglier di più e meglio ogni singolo segnale che ci viene offerto dalla vita.