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4月25日 Di religione trattasiErano le 18,00 del 14 aprile, quando ci siam preparati per uscire dal nostro alberghetto ad una stella, l'Hotel Teatro di via Carpenino a La Spezia ed andare alla messa della domenica...parentesi religiosa che non mi concedevo da anni, quando ero costretto a seguir la messa la domenica ed andare il sabato pomeriggio al catechismo per prendere il sacramento della comunione. Non ho affatto vissuto bene quell'ora da fedele, per quanto sia stata forse la prima volta in vita mia che ho seguito ogni singola parola della messa, predica inclusa. Si è spento qualcosa in entrambi, per quanto per ragioni diverse. Le sue non le conosco, ho solo visto un forte turbamento sul suo volto nell'uscire dal confessionale e di lì un improvviso cambio d'umore. Tutto a causa della predica del prete spezzino. "In quel tempo, Gesù disse: <<In verità, in verità vi dico: chi non entra nel recinto delle pecore per la porta, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Chi invece entra per la porta, è il pastore delle pecore...io sono la porta delle pecore. Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo...>>" (dal vangelo secondo Giovanni).
In linea di massima si diventa "pecore del Signore" se si segue la sua strada, attraverso la preghiera, le confessioni, i sacramenti, prendendo il corpo di Cristo, ma mi ha impressionato la cosa perchè ho visto una forte impronta di ipocrisia tipica di molti fedeli che si rifugiano nella chiesa per mascherare i propri misfatti: li si confessa, si prende il corpo di Cristo partecipando alla festa del Signore, per essere assolti e riprendere indisturbati a compierli di nuovo. Non è una cosa in cui credo…va bene la preghiera, va bene ascoltare la parola del Signore, ma non accetto il rito della pulizia della coscienza perchè è vero che si risponde a Dio di ciò che si compie, ma son convinto che si risponda in prima persona al frutto del suo smisurato amore, quindi agli esseri umani che ci circondano, che ci amano, che ci guardano con occhi diversi rispetto a perfetti sconosciuti. Credo molto nel valore delle persone e nelle influenze che possono avere nelle nostra vita e sono spaventato dall'intangibile che giustifica ogni nostra azione purchè ci si "purifichi" con la confessione e si prendano i sacramenti. E' attraverso le persone, specchi della nostra vita che scopriamo noi stessi e non attraverso ciò che è intangibile e che trascende e che si manifesta attraverso strumenti quali l'ipocrisia e la corruzione dei tanti preti che popolano la casa del Signore. Credo a modo mio... come in qualunque cosa seguo la legge del mio pensiero…con questo non voglio sovvertire nulla di precostituito o “preconfezionato”, ma solo esprimere un concetto a me caro: crede di più chi, pur non onorando le feste, pur non frequentando gli ambienti ad hoc, pur non prendendo i sacramenti (e qui mi chiedo come si facciano a prender tutti quando per molti il matrimonio non è previsto, voluto, desiderato…e chi divorzia perde un bollino della raccolta punti dei sacramenti?), si rivolge al Signore intimamente, gli parla come se fosse lì presente…è questa, a mio avviso, la confessione più importante, quella che ha maggior valore e che permette, se lo si volesse, di prendere il corpo di Cristo…non quella fatta di fronte ad un prete che, per quanto porta-voce di Dio, è sempre un uomo..che a sua volta dovrebbe confessarsi con chi si confessa e soprattutto non dovrebbe mai dire oscenità del tipo “nel giorno della messa dedicata al buon pastore, dovremmo recuperare l’ottimismo, anche se mi rendo conto che in una società viziata come la nostra, in cui è concessa l’omosessualità, ci sia ben poco spazio per l’ottimismo…gli omosessuali andrebbero lapidati come avviene in alcuni Stati Africani”…se gente come il prete spezzino apre bocca per dir certe cose, mi auguro che esista davvero una giustizia Divina! 4月24日 A volte ritornano attraverso uno spazio…dopo oltre un mese di assenza ho deciso di tornare a riempire spazi nel mio spazio virtuale, rifugio privato di pubblico accesso. È attraverso questo spazio che ho scritto le mie prime poesie dopo i tempi delle scuole elementari…è attraverso questo spazio che ho apprezzato la scoperta di altri spazi, leggendoli con grande attenzione, commentandoli pubblicamente, a volte, e intimamente in altri casi… è attraverso questo spazio che amici di vecchia data hanno scoperto la mia intimità mai svelata…è attraverso questo spazio che mi son mostrato agli occhi di mia sorella come “libro aperto” a dispetto di quel che pensano i miei genitori, perché integra gran parte dei miei comportamenti che appaiono come pagine di un “libro scritto in linguaggio cifrato”…è attraverso questo spazio che ho dato un senso al linguaggio HTML…è attraverso questo spazio che ho navigato più spesso su siti come www.uplyrics.com, o www.youtube.com...è attraverso questo spazio che ho espresso molti pensieri rivolti ad amici, amanti, amori, in chiave epistolare, poetica, artistica, per quanto poi l’arte sia al di fuori della mia porta d’ingresso. Da ottobre il protagonista principale del mio blog è l’amore senza senso, quello per il quale ti chiedi che fine abbia fatto la tanta amata ragione. Da agosto, esattamente da quando è iniziata la storia senza fine, quella per la quale chi mi vuol bene vorrebbe avesse una fine, è tornato prepotente il pellegrino che è in me e che lotta contro l’innata pigrizia e la tendenza al “nido sicuro”…La Spezia e poi Bologna, rientro a Taranto (o in camera mia, come preferite…chi mi conosce capisce), ripartenza a marzo: Perugia, Bologna, Voghera, Milano, La Spezia…un mese buono di assenza e rientro a Taranto, in attesa di trasferimento a Monza…ammesso che sia confermata la “convocazione temuta-desiderata”…Temuta perché? Perché Monza è sempre più lontana dall’idea di “città-mia” che mi son fatto nella testa, oltre che distante ancor di più dalla città natale. Desiderata perché? Forse per dar una connotazione più prestigiosa al mio curriculum, o forse perché impegnato a lavorare sarei costretto a pensar di meno a ciò che non va, o forse solo per il gusto di togliere, per quanto provvisoriamente, la dicitura “laureato fancazzista (ahimè)” dal blog alla voce “professione” e scrivere qualcosa che mi dia l’illusione di aver una vita con maggior senso pratico. Cos’altro dire? Bentornato nel tuo blog Gio’…che si riaprano le danze delle parole… |
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