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    February 27

    Ally Mc Beal..saggezza da una sit-com

     

    Può  una sit-com avere il potere di sensibilizzare, di conoscere meglio sè stessi e di entusiasmare al punto che vorresti che tutti la guardassero coi tuoi occhi e capissero quanto vera e profonda sia? Non so...bisogna esser dotati della stessa "follia" che pervade i vari personaggi e guardarla con cognizione di causa..senza pensare che debba necessariamente far piegare in due dalle risate, senza pretendere che l'ultima serie sia esilarante come la prima, perchè Ally Mc Beal è l'esaltazione di ciò che è già amplificato nell'uomo..mette in risalto il pensiero per immagini, che tanto caro è al sottoscritto, sottolinea il dilemma del 30enne medio, dotato di una marcia in più, che non agisce sotto l'impulso dell'esser tristemente metodico e tipico, studiando, lavorando, sposandosi e facendo figli, in attesa di arrivare alla pensione e sperare di trasmettere ai propri figli giusti valori quali l'esser ciò che non si è stato a tempo debito..è il dilemma di chi soffre perchè pensa troppo..perchè grazie a Dio ha la capacità di pensare e mettersi in discussione..di mettere a nudo le proprie debolezze, i propri limiti, la propria diversità, il proprio essere uomo...non macchina, non animale (senza offesa agli animali..qualche "mente eletta" potrebbe scattare asserendo che gli animali siano superiori all'uomo e più meritevoli di attenzione e rispetto..frasi tipiche di chi è così sfiduciato dalla vita e dall'uomo che è capace di baciare un cane piuttosto che un suo simile).

    A 30anni, laureato da 5, lontano dal classico percorso "studio-lavoro-moglie-figli" sono così inconcludente se dico, a cuor leggero, che è bello prender dalla vita le piccole emozioni che ti regala, viverle appieno ed aggrapparsi anche alla + piccola cosa, quale uno "stupido" telefilm per dire.."cazzo..c'è qualcosa che mi appassiona, io in questo mi ci rivedo in quanto essere pensante"? Non so...sono sfumature..che in pochi possono cogliere...e che credo sia giusto cogliere per evitare di farsi schiacchiare dagli eventi e dalle cose che non girano come dovrebbero..

    Non vi capita di ascoltare della musica ed aver la giusta carica per affrontar qualcosa? Che può essere anche un sano pianto, piuttosto che una gitarella in macchina per raggiungere una persona che ti piace o al rientro dopo che ci hai trombato..."la musica nella testa"...uno degli "insegnamenti" di questo telefilm...musica come "colonna sonora di qualunque evento della vita...per affrontare, rievocare, vivere più intensamente...

    Un altro "insegnamento" che mi permetto di consigliare a chiunque, è quello della "terapia del sorriso"...turbato, arrabbiato?Muovi quelle mascelle seriose, allarga i bordi delle labbra e fai un cazzo di sorriso...potrai sembrare ebete come "Biscottino" (Jhon Cage)...ma eviterai di viver al peggio la cosa...il sorriso è anche, metaforicamente parlando, la capacità di cogliere sempre il lato positivo da qualunque situazione..ho imparato a farlo e la cosa non può darmi che serenità....eppure, credetemi, se vi dico che grandi motivi per gioire non ne ho.. ("qualche volta, quando mi sveglio, ho la sensazione che le cose andranno meno storte" - Tratto da un episodio della prima serie di Ally Mc Beal).

     

     
       
    Perle di saggezza sull'amore (tratte da un dialogo della prima serie di Ally Mc Beal):
    Richard: l'amore è un'equazione: da un me e un te si arriva ad un noi..molto semplice!
    Ally: Grazie, lo terrò presente!
    Richard: quello che voglio dire è che alla base di un noi c'è sempre un te e un me e se il me è ancora in fase di perfezionamento..per l'amor del cielo, non cominciare a costruire il noi!
     
     

    Comments (3)

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    alex reiwrote:
    Caro Giorgio,
    come stai? E' da così tanto tempo che non ti scrivo, e che non ho tue notizie. Per la verità non so neanche se tu leggerai questa lettera. Però provo lo stesso. A scrivere.
    Scrivere è quello che mi consola di più, perché penso che un rapporto diretto con le persone porti spesso più equivoci che comprensioni, più mezze bugie che intere verità. Boh perché ti scrivo sempre le stesse cose? devo sembrarti palloso come sempre.
    Qui a Napoli la vita è divenuta insopportabile; penso addirittura che forse lo sia sempre stata; deve essere colpa del clima di decadenza che ha infettato il Sud ormai da secoli.
    Ormai mancano poche settimane al mio esame regionale che mi qualificherà come estetista. Ancora oggi, mi chiedo chi me l'abbia fatto fare. No, non sono contento delle scelte che ho fatto, e sogno ancora un impiego che mi porti via di qua. Via dall'Italia, preferibilmente. Via dall'immagine che mi sono costruito, forse. Certo, è più probabile che io sia stanco di me stesso, e che abbia voglia di lasciarmi alle spalle questa vita ignobile e vile che mi sono trascinato fin qui. Tra poco avrò trent'anni e non ho quasi messo mai neanche il naso fuori casa. Le stagioni mi passano col fiato sul collo e il futuro non riesco più neanche a immaginarmelo coi toni rosei di quando ero ragazzo.
    Penso spesso a te e a come sia cambiata la tua vita. Devi esserne proprio fiero, credo.
    Sai, la direttrice della scuola di estetica che frequento mi ha proposto di insegnare nella sua scuola. Dovrei insegnare estetica teorica. Io ho chiesto il tempo di quest'estate per pensarci. Il fatto è che tutti quelli che frequento mi prendono in giro per il mio aspetto, mi deridono e mi insultano. Soprattutto chi mi giudica senza conoscermi, così ho paura di non resistere e di scappare via alle prime frecciatine delle allieve. E' difficile dover vivere nascondendosi, perché una sola occhiata ti può attirare derisione e ingiurie (quando mi va bene). Proprio oggi in treno, ad esempio, sono stato schernito da una giovane coppia che non ha trovato di meglio da fare che indicarmi a dito a tutto il vagone dicendo che i ricchioni come me dovrebbero spararli tutti. Io stavo solo leggendo un libro di Hemingway. Solo un libro di Hemingway. Mi chiedo se porto scritto in faccia: Mettetemi i piedi addosso, prendetemi in giro. Devo essere ridicolo, c'è qualcosa in me che attira il disprezzo altrui, e devo nascondermi. Non ho fatto bene, Giorgio, ad aver deciso di non volerti mai incontrare? Non volevo che anche tu, proprio il mio amico di un tempo, mi avessi puntato il dito e avessi sorriso, pensato le stesse cose. Non volevo perderti per questo, ma poi ti ho perso lo stesso, non importa. Ho pianto anche su questo, le lacrime cancellano molte cose.
    Sto continuando ad esercitarmi nella scrittura, come tu stesso mi hai consigliato. Avrei voluto che ci fossi stato tu a leggermi di tanto in tanto, per un consiglio. Forse un giorno lo farai, e comunque, indipendentemente da questo, forse devo ancora diventare abbastanza bravo per avere dagli altri qualcosa che li faccia interessare a me.
    Beh, ti ho scritto perché sentivo il bisogno di parlare con un amico. Buffo che il solo amico che abbia in questo momento possa anche star chiedendosi chi io sia, da dove mai sia sbucato...
    E io in tutto questo continuerò a scrivere, perché è l'unica cosa che ora possa fare, è l'unica cosa che abbia mai potuto fare...
    raffaele
     
    June 20
    alex reiwrote:
    buon natale, giorgio
    da questo remoto angolo del tuo blog
    da me che sono solo e sto piangendo perchè non vorrei
    che nessuno mai lo fosse come me
    auguri, spero che tu sia felice
    Dec. 24
    Picture of Anonymous
    io wrote:
    Credo che la visione della vita possa essere più gratificante; hai ragione ci fossilizziamo in quello che la società ci impone, e nel momento in cui un "individuo" qualunque vuole e deve uscire dagli schemi imposti, fa fatica, deve sgomitare, accettare e paradossalmente essere accettato.
    Non condivido nello stesso tempo la "patetica" visione di confrontarsi e soprattutto rendere il meglio, un qualcosa che simula una finzione, un qualcosa che nell'esasperazione delle situazioni possa condurre al reale, ma per chi ne è lo spettatore non dev'essere un meccanismo di conforto, per il non accettare che forse nella propia vita non si sta concludendo molto; miglior giustificazione, dire che il mondo non è in grado di essere all'altezza...ecco l'arrivo di quello che io definisco patetico, giustificare qualcosa che in fin dei conti ci stiamo creando da soli....la vita va vissuta fino in fondo...noi siamo i soli artefici del nostro destino.
    Mar. 1

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