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March 08 Solitudine, racconto adolescenziale (04/09/1992)Stanza vuota..soli io e Jessica...uno di fronte all'altro,mano nella mano...due anime al confronto, due sentimenti opposti...due facce di una stessa medaglia...Jessica mi amava...lo si leggeva nello sguardo...e nel mio non vedeva la stessa cosa..il mio sgurado non brillava nel vederla, il mio sguardo diceva altro...questo l'avrebbe portata a sentirsi incerta...ad impoverirsi... Speravo che lei non leggesse nei miei occhi, speravo che non avesse tanta sensibilità...la guardavo sorridendo, con una nota di sottile ipocrisia; lei lo avvertiva, mi sentiva distante, come se il mio cuore fosse legato a qualcos'altro, ad un altro desiderio nascosto, sito nel mio inconscio…. Ad un tratto in quella stanza si intravide una luce d'intensità crescente... infondeva nei nostri animi un calore non indifferente. Da quella luce si materializzò la figura di una donna splendida, lucente, con il sole negli occhi.. in quella donna identificai l’oggetto dei miei desideri.. la donna dei miei desideri: Carol. Dalle sue labbra carnose, uscì ripetutamente il mio nome.. pronunciato con quella dolcezza tipica del suo essere. Lasciai la mano di Jessica per ammirare quella fantastica creatura... mi fece un cenno affinché la seguissi lungo la strada della certezza. Avvertivo una certa inquietudine ma non esitai ad abbandonare freddamente Jessica per afferrare con calore e decisione la mano offertami da Carol. Sciolse i biondi capelli al cielo… assumevano sfumature dorate che cadevano dolcemente sul suo vestito bianco.. simbolo della purezza e della giocondità..era fantastica..la sua figura era qualcosa di quasi divino.. nei suoi occhi celesti come il cielo, brillava il sole.. Camminammo a lungo per quella strada, fino a che, una chiesa, dall’aspetto poco ospitale, tetro, ci apparve in fondo al viale.. giungemmo alla soglia e Carol aprì la porta, senza esitare. Da quella porta uscì un odore acre che mi prese alla gola.. non volevo entrare.. volevo fuggire.. abbandonare tutto. Carol mi chiese di accompagnarla all’altare, dal suo uomo….gretto nei modi di fare, trasandato nell'aspetto..volgarmente le disse di sbrigarsi a raggiungerlo...Carol lo invitò ad aspettare ma, nel voltarsi verso di me per cercarmi, non mi vide più.. ero fuggito per quel sentiero che mi aveva condotto al tormento.. ritornai nella stanza dalla quale poco prima ero andato via per seguire Carol, sperando di tornare da Jessica..ritrovarla...ora sapevo cosa volevo,non c'era più alcuna incertezza...la trovai nuda, avvinghiata ad un altro uomo...si voltò, mi guardò con sprezzo dicendo che potevo andar via..ora aveva finalmente trovato l'uomo della sua vita.. Le voltai le spalle e camminai a lungo, fino a che non solcai una porta, oltre la quale vi era la strada delle anime perse…. Mi lasciai andare.. fui inghiottito dal turbine della disperazione e della povertà d’animo. Comments (2)
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