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    March 08

    Perfezione...segni di vita velocemente lenta..

    "

    Così ti scrivo, perchè tu possa immaginarmi, desiderarmi senza mai sentirmi senza mai vedermi...Siamo schiavi di una vita sola..." ("Così ti scrivo" Loredana Berté)...provate a leggere o a pensare a qualcosa con lo stesso ritmo di alcune canzoni scioglilingua...

     

    Neurotrasmettitori sinapsi elettrochimiche/ Catene sequenziali Di acidi nucleici
    Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano
    Ormoni cromosomi/ Reazioni cellulari /Fattori neurotrofici /Di antigeni virali
    Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano

    ("Perfezione" - Subsonica)

     

    "La vita spesso è una discarica di sogni, che sembra un film dove tutto è deciso, sotto ad un cielo, di un grigio infinito" (Subsonica)...si vive troppo spesso in funzione di ciò che si deve fare, di ciò che è giusto...ma per chi? per cosa? Quasi mai per sè stessi...e si arriva a tradire sè stessi, i propri sogni, i propri impulsi, i propri ideali..si rischia di vivere una non vita..forse non so cosa voglio, ma so bene cosa non voglio e spesso è già qualcosa...è un principio...è un modo per non fare ciò che si sa, già in partenza, non porti a nulla!..si rischia di vivere "encarcelado de su mismo" ((imprigionato dentro sé stesso)..graffiando con le unghia la fossa che ci si scava da soli..

     

    L'angoscia quotidiana /Le gabbie più invisibili
    Le nostre distruzioni...Per misere ambizioni
    Mi parlano di te mi parlano di te mi parlano di te mi parlano

    ("Perfezione" - Subsonica)

     

    Solo pensieri costruzioni su sabbie mobili….. un pour parler, frutto di qualcuno a cui piace essere interpretato…letto tra le righe...perchè è una gran bella noia il festival dello scontato...sotto agli stimoli..alle di "botte di vita" e fanculo alle "botte dalla vita"..

    “…alcuni sono nati per non fare niente. Io sono uno di questi, non ho mai concluso nulla, né a scuola, né nella mia professione….. ora non mi aspetto più che accada qualcosa, e solo così non potrò essere deluso. Lei proverebbe stupore nel sapere quali sono per me i grandi avvenimenti. Essere andati ieri a teatro, parlare con lei ora,.. non penso che mi potrà accadere nulla di più grande. Il mio destino è quello di attraversare il mondo senza mai scontrarmi con esso o smuoverlo.. e davvero non so dirle se il mio destino sia favorevole o avverso. Io non muoio.. io non mi innamoro. E se altri muoiono o si innamorano lo fanno sempre quando io non ci sono. Ha proprio ragione, la vita per me è uno spettacolo che adesso è più incoraggiante di quanto prima non lo sia stato.”

    Questa è una frase di Philip Herriton, uno dei protagonisti di  “Monteriano” di Edward Morgan Forster...personaggio che ride di tutto e di tutti, contempla la bellezza nelle persone e nei paesaggi, è sempre pronto a dire la frase giusta al momento giusto, ad osservare con distacco gli avvenimenti a proporsi come profondo conoscitore della verità ed ad avere, nel contempo, piena consapevolezza del suo non voler affrontare le situazioni, della sua pusillanimità… e, parlando schiettamente, chiede cosa ci sia di male nell’essere uno di quelli che è nato per non fare niente: grandi potenzialità chiuse in sé stesso. In Forster ho davvero rilevato quanto era scritto nella critica di Virginia Woolf e di Christopher Isherwood, ossia la qualità di pittore che scrive, ossia di colui che ha il dono del disegno nelle parole e che tende ad enfatizzare ciò che è inutile, conferendo scarsa intensità alle scene più importanti, che sono poi l’elemento sorpresa che caratterizza ogni passo del romanzo e che determina l’evoluzione stessa della storia: muore Lilia, muore il suo bimbo nel fango, Harriet impazzisce, Caroline Abbot dichiara a Philip di amare Gino mentre Philip stava per dichiarare il suo amore per Caroline e tutto viene quasi solo citato, per dar spazio alle torri di Monteriano, alla chiesa di San Deodata ed al perché della sua santificazione, ai filari di alberi, ai ceppi, al clima uggioso, ai legni (carrozze) che conducevano da Monteriano a Poggibonsi ed Empoli.. lo scrittore del particolare...perfetto per un amante del dettaglio come me...che segue la via della vita potenziale...

     

    Neurotrasmettitori...Scintille lettrochimiche
    Di vita potenziale...Di vita irragiungibile
    Mi parlano di te mi parlano di te parlano di te mi parlano

    ("Perfezione" - Subsonica)

     
    NOTE SU PERFEZIONE (Dal sito ufficiale dei SUBSONICA)
    Architetture biologiche sonorizzate con incastri aritmetici in stile musica contemporanea, abbinati a suoni da fantascienza d'annata

    Comments (1)

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    alex reiwrote:
    é vero, Giorgio, ciò che conta nella vita è ciò che non si vede, ciò che non si riesce a concepire o a intuire. Quanti conosci che interpretano la loro esistenza come un adeguarsi a norme già scritte, a frasi già fatte, a ideali creati da qualcuno e poi, denaturati, condivisi da milioni di altri, passivi e spenti sognatori? Non è detto che l'uomo grigio sia un uomo senza sogni; è solo un uomo che vola basso, che si compiace di disegnare su un cielo grigio, con colori che spaziano dal cinerino al seppia, dall'antrace al plumbeo.
    Quanto al personaggio di Forster, credo che l'uomo che vive e si innamora, che non muore per sentire la vita, che è freddo per amare meglio il calore.... questo prototipo di uomo perfetto sia proprio lui. L'uomo che vive di "potenzialità chiuse in sé", come tu dici, è l'unico a poter dire di aver vissuto appieno. Una vita non basta per contare le stelle di una singola notte, e neppure per raccogliere tutti i germogli di una  primavera... chi mai avrebbe la pretesa assurda di arrivare  a conoscere l'amore, o la vita? Io non vivo, io non amo.... io non vivo la loro vita, io non amo il loro amore... ma io sono la vita, io sono l'amore. Una vita in Sé che non ha tempo, che non ha spazio perché li contiene tutti in un istante largo l'infinito. Oh, Giorgio, e questa vita che alcuni vorrebbero allungare di un anno o due, e che invece è così lunga, così ricca da far spavento. Questa vita che in un battito di ciglia scuote gli abbissi e ti riversa contro il cielo. Chi mai oserebbe dire di cercare in essa l'amore, o il senso della morte? Così Philip cammina ancora oggi, e rischi di incontrarlo ad ogni svolta, lui senza amore, lui senza morte.
    Lui amore e morte.
    O forse, come dice lui, non lo vedremo mai.





    Sept. 2

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